venerdì 18 gennaio 2008

Aligans

Kublay: - Forse questo nostro dialogo si sta svolgendo tra due straccioni soppranominati Kublay Kan e Marco Polo, che stanno rovistando in uno scarico di spazzatura, ammucchiando rottami arruginiti, brandelli di stoffa, cartaccia, e ubriachi per pochi sorsi di cattivo vino vedono intorno a loro splendere tutti i tesori d’Oriente.

Polo: - Forse del mondo è rimasto un terreno vago ricoperto da immondezzai, e il giardino pensile della reggia del Gran Kan. Sono le nostre palpebre che li separano, ma non si sa quale è dentro e quale è fuori.

da Le città invisibili, di Italo Calvino.

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