<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1434229274795282676</id><updated>2011-04-21T23:37:44.750+02:00</updated><title type='text'>EXEO</title><subtitle type='html'>“All’uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio d’una città. Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno le scale a chiocciola, dove si fabbricano a regola d’arte cannocchiali e violini, dove quando il forestiero è incerto tra due donne ne incontra sempre una terza [...] I.Calvino</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://exeoexe.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1434229274795282676/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://exeoexe.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>exeo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16492055014269504023</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1434229274795282676.post-6259403808832907181</id><published>2008-01-18T11:03:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T11:43:15.410+01:00</updated><title type='text'>Prestatori d’opera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“All’uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio d’una città. Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno le scale a chiocciola, dove si fabbricano a regola d’arte cannocchiali e violini, dove quando il forestiero è incerto tra due donne ne incontra sempre una terza [...]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso di cambiare tutto l’articolo. Non che il precedente non avesse senso, tutt’altro, ma è il senso di inutilità complessivo che è disarmante. Non ci sono parole capaci di esprimere il degrado e la disperazione conseguenti alla perdita di identità sociale e di democrazia, sia pur limitata e parziale come l’abbiamo conosciuta, che è in atto in questo paese e in tutte le democrazie occidentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoriamo solo per far aumentare rapidamente la ricchezza di pochi a discapito di noi stessi, quegli stessi pochi e potenti che mettono alle corde e in un angolo anche chi fa l’imprenditore onesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo abitato e abitiamo lande di periferia di ogni qualsiasi ex città operaia di un posto qualsiasi. Proprio così. Abbiamo lavorato, anche male, in nome di un’occasione migliore. Adesso ci hanno levato &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;IL LAVORO&lt;/span&gt;, in cambio hanno riproposto quello in nero, flessibile e precario, o temporaneo. Quello attuale non è più lavoro, è &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;CAPORALATO&lt;/span&gt; istituzionalizzato, grazie a leggi sconsiderate, come la &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Treu&lt;/span&gt; e la &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Biagi&lt;/span&gt; e all’azione concorde e altrettanto sconsiderata dei nostri parlamentari che quelle leggi le hanno volute per ordine e conto delle lobbyes imprenditoriali italiane e internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un operaio degli anni 70 e 80, nè giovane nè anziano, di quelli che hanno memoria, memoria storica, ergo sono / siamo pericolosi, potenziali cattivi maestri per le giovani generazioni di operai e immigrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho fatto in tempo a finire questo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;murrungiu&lt;/span&gt;" e già i morti, quelli di questa settimana, sono saliti a undici, i cinque ( adesso sei) della TyssenKrupp e altri cinque, in giro per l’italia, qua e là, in piccole e in grandi realtà industriali, e la strage continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto alla realtà è facile constatare che alcune cose "&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;no serbint a nudda&lt;/span&gt;", come l’azione dell’ispettorato del lavoro in tutti questi anni e la maggior parte delle leggi in questione, con ispettori che non sanno nemmeno cosa devono controllare, semplicemente perchè i più non hanno mai lavorato davvero o non sono stati adeguatamente formati oppure, peggio, perchè sono state smarrite le "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ragioni&lt;/span&gt;", il senso e l’utilità di ciò che si fa, del perchè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So, per esperienza diretta, cosa significa essere "delegato alla sicurezza", cosa gli altri si aspettano da te e sopratutto cosa ti devi aspettare dagli altri, dall’azienda e dagli enti preposti ai controlli. Ma è meglio che non lo dica...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appartengo a una "categoria" speciale, in via di estinzione, quella degli operai sindacalizzati, dev’essere per un effetto collaterale, e culturale, dovuto al quel mondo non ancora del tutto mondializzato in cui ci siamo formati, e sono sicuro che la modernità ineluttabile, "sa mondialitzatzioni", prima o poi ci schiaccerà sotto il peso della miseria diffusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto operaio immigrato conosco i migranti, i nuovi, perchè ho lavorato insieme a qualcuno di loro, semplicemente siamo tutti alla disperata ricerca di un posto e di un modo di vivere migliore, di una occasione, che ognuno di noi ha cercato, invano, nella propria terra di origine.&lt;br /&gt;Non frequento i nazionalismi nè i nazionalisti, ma in una Sardegna libera e indipendente, bene integrata in Europa, credo che vivrei meglio, voi no? In altre parole in una Sardegna libera e indipendente i posti di lavoro sarebbero decuplicati e decuplicate sarebbero le opportunità e le energie capaci di trasformare quella terra da estrema periferia dell’italia a giardino del mediterraneo, nonchè centro assoluto del proprio futuro nel contesto economico e politico dell’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre lavorato: in una "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;boita&lt;/span&gt;", cioè una piccola azienda artigiana, in un laminatoio, in fonderia, in una ditta di telefonia e apparecchiature elettriche, in un’officina meccanica, in una cooperativa di facchinaggio per qualche mese, in catena di montaggio e alle manutenzioni delle meccaniche della Fiat Mirafiori negli anni 80, in cui, non proprio casualmente, anche se non ne volevo sapere, ho fatto il delegato sindacale, poco più che ventenne, e pure il blocco dei cancelli durato 45 giorni e quarantacinque notti. Gli esiti di quella vertenza hanno profondamente influenzato i destini della politica economica e produttiva italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, ripensandoci, in tanti anni di lavoro non ho mai assistito direttamente a un serio incidente di lavoro occorso ad un mio collega, mai, evidentemente c’era tutt’altra attenzione nel mondo della produzione: gli anziani istruivano i più giovani, l’esperienza era un valore, non un handicap, il sindacato era una istituzione rappresentativa e democratica e in genere funzionava. Anche la &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;PREVENZIONE&lt;/span&gt; funzionava, sopratutto al NORD, nei grandi agglomerati industriali, laddove c’era maggior attenzione e degli incidenti sul lavoro arrivava sopratutto l’eco, e i numeri statistici di realtà apparentemente lontane. Oggi per gli operai di piccole industrie, ex operai, precari, disoccupati quarantenni, cinquantenni e sessantenni che soppravivono con il lavoro nero, di cui a nessuno frega nulla e che nessuno vorrebbe avere in organico c’è poco da dire, sono destinati all’umiliazione sistematica dovuta a una rappresentanza antistorica e inesistente, da inizio secolo, quello del 1900...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ricordo, però, precisamente "quando" ci hanno ridotto così, al silenzio, alla rassegnazione rubandoci, con il lavoro, anche l'illusione di un qualsiasi futuro accettabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra noi c’è chi ha conosciuto una condizione operaia profondamente diversa, migliore; insieme abbiamo partecipato alle rivendicazioni più qualificanti, abbiamo costruito i "Consigli di fabbrica", abbiamo sognato e lottato, abbiamo ragionato, cercato soluzioni, individuato obiettivi, rivendicando e ottenendo talvolta significativi miglioramenti, cose mai viste prima nel mondo del lavoro e nella società civile e, inevitabilmente, abbiamo anche subito sconfitte, finchè il lavoro ha cominciato a perdere la propria centralità in favore della finanza, i cui antesignani italiani sono gli Agnelli, i Debenedetti, i Romiti e i Cuccia di Mediobanca, e poi di chi comprava e svendeva stabilimenti produttivi fino a distruggerne l’intima essenza, e con essi gli operai e le loro famiglie, diventati "Anime morte"svendute, affittate, prestate, a chiamata, a progetto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine ho vegliato per tre interminabili giorni l’agonia di mio fratello Gianfranco, ennesima vittima del lavoro a causa di un’impalcatura mal sistemata, che ha ceduto improvvisamente, e questa non è un’altra storia ma lo stesso identico &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;URLO&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che è successo alla TyssenKrupp non è affatto casuale e non ha sorpreso nessuno tra coloro che il lavoro, quello vero, lo hanno conosciuto e ne hanno subito l’involuzione, tramite appalti al minimo ribasso, contratti di lavoro non rinnovati, dismissioni, spezzatini, delocalizzazioni, lavoro interinale, accordi sottobanco &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;et aici narendi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa serve indicare le cause? Non certo a piangere o a stilare una lista di cattivi, di colpevoli, ma a indicare il modo migliore per rimediare: &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;rimuovere le cause&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;... Per tutti presto o tardi viene il giorno in cui abbassiamo lo sguardo lungo i tubi delle grondaie e non riusciamo più a staccarlo dal selciato [...] “&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Oggi non mi sorprendo più, nemmeno del fatto che a morire, in gran parte o del tutto, siano immigrati e figli di immigrati degli anni 60. Ogni giorno questa stessa sorte ignorata tocca sopratutto a marocchini, rumeni, albanesi, africani, indipendentemente dal fatto che abbiano ancora negli occhi le dune del Magreb, i boschi della Bosnia o i segni dello scoglio tagliente a cui si sono aggrappati per non annegare sulle coste del mare nostrum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse riusciremo anche a riorganizzarci, prima o poi, ma siamo e restiamo “&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;dipendenti&lt;/span&gt;”. E’ il nostro limite più grande, perchè senza un “padrone”, un datore di lavoro, una controparte, non abbiamo ragione d’essere. Quando lo capiremo saranno i padroni delle ferriere e le multinazionali a non avere più ragion d’essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I testi con formattazione destra, in corsivo, sono ripresi, in modo del tutto sconsiderato, da: "Le città invisibili" di Italo Calvino. Einaudi editrice&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1434229274795282676-6259403808832907181?l=exeoexe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1434229274795282676&amp;postID=6259403808832907181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1434229274795282676/posts/default/6259403808832907181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1434229274795282676/posts/default/6259403808832907181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://exeoexe.blogspot.com/2008/01/prestatori-dopera.html' title='Prestatori d’opera'/><author><name>exeo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16492055014269504023</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1434229274795282676.post-3597401722762051061</id><published>2008-01-18T10:39:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T10:43:17.558+01:00</updated><title type='text'>Aligans</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Kublay&lt;/span&gt;: - Forse questo nostro dialogo si sta svolgendo tra due straccioni soppranominati Kublay Kan e Marco Polo, che stanno rovistando in uno scarico di spazzatura, ammucchiando rottami arruginiti, brandelli di stoffa, cartaccia, e ubriachi per pochi sorsi di cattivo vino vedono intorno a loro splendere tutti i tesori d’Oriente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Polo&lt;/span&gt;: - Forse del mondo è rimasto un terreno vago ricoperto da immondezzai, e il giardino pensile della reggia del Gran Kan. Sono le nostre palpebre che li separano, ma non si sa quale è dentro e quale è fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Le città invisibili&lt;/span&gt;, di Italo Calvino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1434229274795282676-3597401722762051061?l=exeoexe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1434229274795282676&amp;postID=3597401722762051061' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1434229274795282676/posts/default/3597401722762051061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1434229274795282676/posts/default/3597401722762051061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://exeoexe.blogspot.com/2008/01/aligans.html' title='Aligans'/><author><name>exeo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16492055014269504023</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
